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La rivista

Pinacoteca dei Maestri Antichi di Dresda - di Patrizia Simeone

dresda

ph: Henry Muehlpfordt

Dresda è un’antica città che si sviluppa sulle rive de fiume Elba, geograficamente collocata quasi ai confini con la repubblica Ceca, nella regione tedesca della Sassonia di cui è storica capitale fin dal lontano 1270. Per un lungo periodo la città veniva identificata con l’appellativo  "Firenze dell'Elba"  grazie alla presenza di numerosi monumenti di notevole valore artistico ed architettonico e ad un meraviglioso centro storico fatto tutto di guglie e tetti frastagliati, che gli aveva meritato l’iscrizione nella lista dei patrimoni dell’umanità da parte dell’UNESCO. Dresda aveva conquistato tale titolo nel 2004 in considerazione della magistrale ricostruzione del centro storico andato completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale; i lavori di recupero furono condotti con estrema precisione tanto è vero che la famosa cupola della Chiesa della Vergine, in tedesco Marienkirche risalente al XVIII secolo, fu ricostruita utilizzando principalmente i detriti della struttura originale recuperati tra le macerie belliche grazie ad un attento e minuzioso lavoro di discernimento dei materiali. La recente decisione dell’amministrazione cittadina di realizzare un viadotto - il Walschlössenbrücke - per favorire il collegamento delle due sponde del fiume Elba decongestionando in tal modo il traffico urbano, ha comportato nel 2009 la cancellazione di Dresda dalla lista World Heritage, primo caso in Europa, poiché l’UNESCO non ha apprezzato l’opera ed ha bollato il collegamento come “disgrazia nazionale”. Non sta a noi attribuire responsabilità o ragioni su una questione che già per lungo tempo ha impegnato le autorità e la popolazione locale, possiamo soltanto rilevare che quel ponte, pur essendo di uno stile architettonico piuttosto moderno, non sembra inficiare l’armonia e la bellezza del centro cittadino ancora così tanto affascinante e piacevole.
Questa splendida città, ex DDR, venne massacrata nel febbraio del 1945 da un terribile bombardamento delle flotte aree britanniche e statunitensi che costituì uno degli eventi più drammatici di tutta la seconda guerra mondiale, il centro storico venne quasi completamente raso al suolo con conseguente paurosa strage di civili, probabilmente il bombardamento con il più alto numero di vittime civili dell’intero periodo bellico. Su tale episodio è quanto mai illuminante la riflessione  di uno storico e giornalista britannico, Sir Basil Henry Liddell Hart, che, in un suo saggio del 1996,  scriveva: “….. Verso la metà di febbraio (1945) la lontana città di Dresda fu sottoposta, col deliberato intento di seminar strage fra la popolazione civile, ad un micidiale attacco sferrato contro i quartieri del centro, non contro gli stabilimenti o le linee ferroviarie”.  La distruzione della città comportò, quasi integralmente la perdita dell’immenso patrimonio artistico ed architettonico della città. Per poter comprendere quanto dovesse essere davvero bella questa città prima delle guerra ci viene in soccorso un prezioso ricordo di un altro storico inglese e attuale Docente all’Università di Oxford, Frederick Taylor che riferiva: « La distruzione di Dresda ha un sapore epico e tragico. Era una città meravigliosa, simbolo dell'umanesimo barocco e di tutto ciò che c'era di più bello in Germania. Allo stesso tempo, conteneva anche il peggio della Germania del periodo nazista……».  
Dopo la riunificazione avvenuta del 1990, grazie ad uno sforzo immane e l’impegno di una esorbitante quantità di risorse economiche, Dresda è tornata ad essere un centro artistico e culturale di prim’ordine, un luogo ricolmo di storia, monumenti barocchi ed edifici famosi in tutto il mondo. Ed a noi si è presentata come una città bellissima languidamente adagiata lungo le rive dell’Elba nel quale si specchia il suo incantevole profilo, circondata da una verdeggiante campagna dall’aspetto fiabesco e ricchissima di spazi verdi, giardini e parchi.
I monumenti più prestigiosi della città furono realizzati nel periodo in cui i duchi di Sassonia stabilirono qui il loro regno e si dedicarono all’abbellimento della città che per tale ragione venne chiamata la  “Firenze dell'Elba”.
Appena giunti in città, abbiamo dedicato la nostra prima attenzione al monumento emblema per eccellenza della ricostruzione, la Frauenkirche, considerata la più bella chiesa luterana dell’intera Germania che rimase a lungo in rovina probabilmente ad inquietante memoria dell’orrore e della brutalità della guerra. La chiesa originaria fu edificata nella prima metà del 1700 in uno stile molto particolare poiché reinterpretava il barocco italiano in una visione architettonica più in assonanza con l’espressione nordica. L’elegante struttura con la sua splendida cupola alta ben 96 metri conferì alla città dell’epoca uno straordinario profilo immortalato nel 1747 da un eccelso artista, Bernardo Bellotto nipote del Canaletto, raffigurandolo magistralmente nella tela “Piazza del mercato nuovo a Dresda”, custodita nel museo cittadino.
Abbiamo poi girovagato nelle vie del centro ammirando le straordinarie architetture del paesaggio urbano fino ad approdare al meraviglioso castello barocco, lo Zwinger, che tradotto significa “fortificazione intramurale” oppure “castello concentrico”, che  fu realizzato agli inizi del XVIII secolo all'epoca di Augusto il Forte e rappresenta uno degli esempi più grandiosi del barocco in Germania ed in quanto tale assolutamente meritevole di una visita. Detto complesso a buon diritto costituisce l’attrazione principale della capitale della Sassonia soprattutto perché sede della straordinaria Gemäldegalerie Alte Meister, Pinacoteca dei Maestri Antichi, reputata uno dei più importanti e prestigiosi musei al mondo potendosi fregiare di una collezione che comprende oltre duemila dipinti ed un certo numero di incisioni, tutti davvero molto preziosi. L’imponente patrimonio dell’attuale pinacoteca trae le sue origini dalla grande passione per la pittura dei principi di Sassonia che, per esclusivo diletto personale, già dal Cinquecento iniziarono ad acquisire opere d’arte e nel corso del tempo continuarono ad  incrementare il loro patrimonio. In taluni casi ciò avvenne in modo del tutto illegale come accadde ad esempio attorno al 1720, epoca in cui Federico Augusto I si appropriò delle bellissime tele opera di Rembrandt - "Ritratto di un uomo barbuto col berretto nero" (1657, conosciuto anche come "Ritratto di un rabbino") e "Ritratto di un uomo dal cappello decorato di perle" (1667), che originariamente si trovavano nella collezione del Castello Reale di Varsavia, essendo egli anche re di Polonia.  Successivamente e più precisamente nel 1745 la collezione fu arricchita dai 100 migliori pezzi della collezione del Duca di Modena. Qualche anno dopo, in considerazione della quantità dei capolavori posseduti, i Principi sassoni decisero di aprire un’esposizione al pubblico e ciò fece sì che la collezione iniziò ad avere una certa risonanza in tutta Europa con conseguente afflusso a Dresda di dipinti provenienti dai più importanti ambienti culturali dell’epoca.
In occasione della nostra visita abbiamo potuto godere di opere straordinarie di maestri olandesi tedeschi, francesi, spagnoli e fiamminghi del XVII secolo.  Ma con immenso orgoglio abbiamo ammirato, rimanendone estasiati, una delle opere più prestigiose dell’intera pinacoteca, la “Madonna Sistina” di Raffaello presente in questo museo da oltre 250 anni e considerato il dipinto maggiormente apprezzato dai numerosi visitatori. La tela fu realizzata tra il 1512 e il 1513 per decorare la tomba di Papa Giulio II e conservata nel Convento di san Sisto a Piacenza; successivamente i monaci la donarono ad Augusto III di Sassonia che la portò a Dresda destando l’ammirazione di illustri personaggi tra i quali anche Dostoevskij che la citò nel suo romanzo “I demoni”. Il museo espone inoltre grandi opere di altri eccellenti artisti italiani tra i quali campeggiano Mantegna, Veronese, Tintoretto,  Antonello da Messina, Giorgione,  Tiziano solo per citarne alcuni. Nella nostra descrizione, intenzionalmente abbiamo offerto soltanto un piccolissimo assaggio delle meraviglie e dello splendore artistico del museo e ciò perché ci piacerebbe pensare di poter aprire un varco di curiosità negli appassionati di arte affinché siano indotti a programmare un’irrinunciabile visita ad una delle pinacoteche più ricche e preziose al mondo.

Per saperne di più:
www.dresden.de
http://www.skd.museum/languages/it

 

L’Artigiano in Fiera 30 nov - 8 dic Rho

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AF2019
L’Artigiano in Fiera torna a Milano per la 24° edizione
Dal 30 novembre all’ 8 dicembre dalle 10:00 alle 22:30 - Fieramilano (Rho-Pero)
Ad Artigiano in Fiera il talento è alla portata di tutti: in scena le grandi idee artistiche del Salone della Creatività
Nella decima edizione del grande salone dedicato alle arti creative oltre 40 stand con le idee regalo più originali, kit completi per creare piccoli capolavori e i workshop della Creative Academy per liberare il proprio estro sotto la guida dei migliori artigiani del settore
Milano, 29/10/2019 – Qualità, autenticità, novità da tutta Italia e da tutto il mondo: l’Artigiano in Fiera, la più importante fiera delle arti e mestieri del mondo, ritorna a Milano per la sua 24° edizione. Per 9 giorni al polo fieristico di Fieramilano Rho-Pero circa 3000 artigiani provenienti da circa 100 Paesi diventano protagonisti dell’evento fieristico più importante del mondo con prodotti tipici e creazioni originali, tutte accomunate dalla manifattura d’eccellenza. La manifestazione, a ingresso gratuito con pass, sarà aperta al pubblico dal 30 novembre all’8 dicembre, dalle 10:00 alle 22:30.
Il pass gratuito necessario per accedere all’evento, è facile da ottenere registrandosi al sito pass.artigianoinfiera.it dove in pochi semplici passaggi verrà fornito via mail e permetterà l’ingresso gratuito per tutte le giornate della Fiera. Potrà essere conservato su smartphone, tablet o essere stampato su carta; inoltre sarà sempre disponibile e recuperabile sul proprio account. Il pass è nominale, personale e non cedibile, chi non è in possesso di un indirizzo email può essere registrato anche da conoscenti, amici o parenti.
Workshop, idee regalo “handmade”, kit creativi completi: il paradiso dei craftworkers
Decoupage, patchwork, quilting, crochet, tricot, ricamo, scrapbooking, tessuti, filati, perline: il Salone della Creatività (Padiglione 6) compie dieci anni dalla sua prima apparizione in Artigiano in Fiera e riconferma essere un successo raccogliendo tutte le arti creative e manuali rilette in progetti sempre nuovi e originali. Nel grande salone dedicato agli amanti del lavoro artistico e del “do it yourself” oltre 40 stand mostreranno l’estro di giovani creativi con idee regalo dedicate all’oggettistica e alla decorazione. Inoltre gli appassionati e chi è in cerca di un nuovo hobby, potranno trovare kit completi per muovere i primi passi alla scoperta del loro talento o per replicare in maniera personalizzata le loro creazioni preferite.
La creatività viene stimolata e sviluppata in tutte le sue forme dando vita a piccole opere d’arte, ideali per regali natalizi originali e introvabili: dalla grande novità dei puzzle con cui comporre gli Skyline delle città più famose del mondo utilizzando elastici colorati, alle Pigottine, le intramontabili bamboline fai-da-te create con materiali sostenibili; dal gusto shabby chic tipicamente natalizio delle decorazioni in listelli di
www.artigianoinfiera.it
legno alle incantevoli creazioni tridimensionali in sospeso trasparente. E ancora le coloratissime stampe in scrapbooking con stampi e tipi di carta unici, fino ai suggestivi presepi creati con il decoupage artistico. Centinaia di idee proposte dagli oltre 40 espositori del Salone della Creatività: come non trovare o creare da sé il regalo di Natale perfetto?
Novità anche per i più piccini come i sandpainting con i sabbiarelli con cui creare immagini coloratissime utilizzando sabbia variopinta; le costruzioni modulari “made in italy” che permettono di realizzare forme piane, tridimensionali, curve o mobili senza dover ricorrere a pezzi speciali. Ci saranno inoltre i libri e i manuali creativi dedicati ai giovanissimi con cui scoprire nuove tecniche e nuove idee per esprimere al massimo la propria inventiva.
Nell’area della Creative Academy inoltre, si terranno 20 corsi creativi sotto la guida degli artigiani più esperti: dai corsi per creare bambole e peluche in stoffa, ai corsi di calligrafia; dai workshop per creare addobbi e ornamenti per la casa, ai corsi professionali per la decorazione di mobili e arredamento.
Per scoprire tutti i corsi e le loro tariffe visitare il sito artigianoinfiera.it
Come raggiungere Artigiano in Fiera
Artigiano in Fiera si può raggiungere con facilità da tutta Italia: oltre alle tratte di Trenord, al sistema infrastrutturale del Nord Italia e delle metropolitane milanesi, grazie a Italo, la manifestazione sarà raggiungibile da tutta Italia. I collegamenti giornalieri saranno 23: Milano Rho Fiera sarà connessa, direttamente, a Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Brescia, Desenzano, Peschiera, Verona, Vicenza, Padova, Mestre e Venezia. Inoltre, da Ginevra e Basilea, i treni Eurocity di Trenitalia faranno tappa diretta a Rho Fieramilano.

 

Festival Città Slow Castenovo Monti 26-28 luglio

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festival citta slow
A Felina la Biodiversità alla scoperta del mondo delle api
 
" …se l'ape scomparisse dalla faccia della terra all'uomo
non resterebbero che quattro anni di vita..."
Albert Einstein
 
Torna nell’ultimo fine settimana di luglio (venerdì 26, sabato 27 e domenica 28) il Festival Cittaslow di Felina, appuntamento che da ormai tanti anni caratterizza l’estate appenninica.
Il Festival sarà di nuovo dedicato alla Biodiversità: giunto ormai alla 18^ edizione, quest’anno porrà al centro in particolare le api, sottolineandone la centralità nel delicatissimo ecosistema ambientale, e il ruolo nella salvaguardia della diversità alimentare. Al Festival non mancheranno ovviamente tanti prodotti tipici, specialità enogastronomiche, spettacoli musicali, artistici e per bambini, occasioni di incontro e confronto che ne hanno costruito il grande successo negli anni.
Sull’iniziativa afferma il Sindaco di Castelnovo Enrico Bini: “Ancora una volta torna questa bella e importante manifestazione, che vive anche dell’impegno di tanti volontari felinesi che ringrazio, e che quest’anno ci chiede di riflettere su un tema che non è solo importante, è diventato urgente. Cambiamenti climatici e inquinamento stanno mettendo sotto forte pressione le api, che sono duramente colpite, e non si tratta solo di eventi lontani da noi. La nevicata tardiva di inizio maggio sul territorio appenninico ad esempio, per gli apicoltori è stata drammatica e ridurrà fortemente la produzione di miele. Avere piena consapevolezza del ruolo delle api per l’intero ecosistema potrà aiutarci a salvaguardarle”.
Aggiunge Lucia Manfredi, assessore con delega alla Cittaslow: “Castelnovo appartiene al circuito delle Città del buon vivere da ormai 20 anni, e questo festival ha sempre affrontato temi di grande rilievo, partendo dalla valorizzazione del prodotti agroalimentari locali, dell’Appennino e del Parco nazionale, per arrivare a tematiche più ampie, come la biodiversità, l’attenzione alle coltivazioni particolari, l’appartenenza del territorio all’area Mab Unesco dell’Appennino e quest’anno saranno approfonditi i rapporti internazionali con altre Mab dell’area mediterranea. Il Festival ha raggiunto in questi anni una dimensione di rilievo nazionale, ed è un’occasione importante per Castelnovo, anche per consolidare i rapporti con altre Cittaslow italiane che partecipano direttamente o con loro aziende all’evento”.
"Come sarebbe il mondo senza le api" è una delle riflessioni che ritornerà in più momenti durante il festival, per accrescere la consapevolezza sul tema tra i visitatori di ogni età, che tradizionalmente affollano la manifestazione felinese.
Saranno gli stessi apicoltori attraverso allestimenti, curati direttamente da loro, a condurre il pubblico all'interno del "Giardino delle api”, un'area dedicata tra le varie proposte del festival. Saranno le immagini e i racconti degli apicoltori a far vivere da vicino le loro modalità di lavoro, a spiegare l'organizzazione perfetta di un alveare, le gerarchie, i ruoli e i mestieri ben definiti di ogni ape, dalla spazzina, alla guardiana, alla nutrice. Sarà una trasmissione diretta di conoscenze ma anche di emozioni.
Parallelamente si conosceranno potenzialità meno note delle api, come la loro funzione di indicatori biologici per il monitoraggio su livelli ambientali. Api in veste di sentinelle che possono dare indicazioni preziose sugli effetti inquinanti.
Nelle tre giornate inoltre verranno presentate cinque Riserve di Biosfera del Mediterraneo insieme alla riserva Mab Unesco dell'Appennino Tosco Emiliano, che scambiano dati, buone pratiche, conoscenze per la salvaguardia del settore apistico, e puntano insieme alla valorizzazione della biodiversità, e all’alta qualità dei mieli del mediterraneo.
Il programma prevede nella giornata di sabato 27 un incontro sull'analisi sensoriale del miele con l’esperto Andrea Tognetti, in collaborazione con AMI Ambasciatori del Miele, e a seguire la presentazione del progetto “Biomonitoraggio ambientale con le api” con la partecipazione di Gennaro Di Prisco, di Crea Agricoltura e Ambiente  e Annalisa Casali, della Società Agricola Api Libere.
Domenica 28 luglio la giornata si aprirà con l'intervento di Antonio Felicioli, docente dell'Università di Pisa, nell’ambito dell’incontro “Il giardino delle Api, come gioire della biodiversità”; nel pomeriggio è previsto un laboratorio di smielatura con Tiziana Sarti e Emanuele Carubbi. Infine la presentazione del libro “La rivoluzione delle api - Come salvaguardare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo”, con la partecipazione delle autrici Monica Pelliccia e Adelina Zarlenga. Nel corso della presentazione sarà proiettato il docufilm “Hunger for Bees” di Silvia Luciani.
Di biodiversità parlerà anche la rete dei produttori della Comunità Slow Food dell'Appennino Reggiano, che saranno al Festival per trasmettere la biodiversità come bene comune, attraverso il loro mercato premiato con il brand “I Care Appennino” della Biosfera Unesco.
Biodiversità e cibo saranno al centro dei laboratori della “Scuola dei sapori – impariamo degustando” uno spazio che insegnerà ad andare oltre la superficie, per conoscere davvero ciò che mangiamo e che beviamo, di cui non sempre conosciamo la provenienza e non siamo in grado di cogliere le differenze tra prodotti di qualità e prodotti scadenti. L’obiettivo dei laboratori sarà fornire ai partecipanti gli strumenti per avere maggiore capacità di giudizio nello scegliere cosa mangiare, e acquisire qualche utile tecnica per imparare a cucinare meglio a casa. Sabato 27 luglio si parlerà anche di pizza, come farla in casa di alta qualità e digeribilità, guidati da Matteo Grisanti, della pizzeria “Non solo Pizza” di Felina, e anche di caffè, per scoprire la differenza tra arabica e robusta nel laboratorio condotto da Torrefazione Artigianale Mama Caffè di Vignola (MO). Domenica ci sarà un approfondimento sui salumi artigianali nel laboratorio condotto da Accademia Judices Salatii, ma ci sarà anche un confronto sui grani antichi e sul lievito madre, per imparare a fare il pane con l'aiuto di  Serena Gualtieri del Forno Gualtieri di Carpineti.
Al centro della manifestazione anche il tema dello spreco alimentare nell’incontro sabato 27 con Andrea Segrè docente di Politica Agraria dell'Università di Bologna , presidente di F.I.C.O. Centro Agroalimentare di Bologna che interverrà anche per presentare il suo ultimo libro “Il metodo spreco zero”. La serata proseguirà con il concerto dei “Riciclato Circolo Musicale” che si esibiranno con strumenti musicali realizzati con materiali riciclati.
Nell'arco dei tre giorni sarà inoltre presente la Strada delle Cittaslow, che parteciperanno al Festival direttamente o attraverso le proprie aziende, con progetti dedicati al tema della biodiversità, le aziende aderenti alla Comunità dell’Appennino Reggiano di Slow Food e ancora mostre, laboratori e naturalmente tante aree gastronomiche dove gustare i migliori prodotti tipici dell’Appennino e le specialità di altri territori ospiti dell’evento. Il Festival inoltre sarà animato da momenti culturali e spettacoli musicali.
 
 

Salone Nautico di Genova 19-24 settembre

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Salone Nautico Genova

Il Salone più visitato del Mediterraneo giuge alla sua 59° edizione, al via dal 19 al 24 settembre a Genova. Il Salone Nautico accoglie gli appassionati con un’offerta completa, confermandosi come un unico contenitore di quattro aree distinte. Un Salone multispecialistico, con servizi dedicati e sviluppati su quattro settori: yacht e superyacht, mondo della vela, mondo delle motorizzazioni fuoribordo, accessori e componentistica per offrire ad ogni segmento e clientela un servizio sempre più vicino alle specifiche esigenze.
Il prossimo Salone Nautico si presenta in crescita rispetto ai numeri già straordinari della passata edizione, dove 951 espositori hanno incontrato 174.610 visitatori.
 
ORARI DI APERTURA:
Dalle ore 10.00 alle ore 18.30.
 
DOVE:
Piazzale Kennedy 1 - 16129 Genova
 
ULTERIORI INFORMAZIONI:
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Il trofeo Albrizio apre la stagione in volo 31 maggio/2 giugno

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Il trofeo con la più lunga tradizione nelle gare di volo in deltaplano in Italia e dedicato alla memoria di Valerio Albrizio compie trentadue anni.
Festeggerà l’anniversario dal 31 maggio al 2 giugno con una torta a base di decolli dal Monte Sasso del Ferro, correnti ascensionali per alzarsi in quota, efficienza delle ali per scavalcare valli e montagne e atterraggi a Laveno Mombello (Varese) dopo voli spettacolari.
Sono attesi piloti italiani e stranieri che si sfideranno sulle ali del vento in questa storica competizione organizzata dall’Aero Club Lega Piloti in collaborazione con il Delta Club Laveno.
 
Per gli amanti del volo la stagione non è iniziata nel migliore dei modi e molti raduni hanno dovuto essere rimandati. È il caso di Presolana 2.019 (il punto è voluto come gioco tra edizione e anno) che gli organizzatori hanno dovuto posticipare al 1 giugno a causa di un maggio che non ha lesinato piogge. Meteo permettendo, la manifestazione si svolgerà tutta in un solo giorno in Val Gandino sopra Bergamo e si prefigge di unire la passione per il volo in parapendio e quella dell'escursionismo, entrambe sinonimo di libertà e spirito d'avventura. Tecnicamente la chiamano hike & fly, cioè cammina e vola, perché gli atleti quando non riescono a volare in parapendio ci devono dar dentro di scarpe per raggiungere il traguardo.
 
Il prossimo 16 giugno da Salisburgo in Austria prenderà il via la nona edizione della biennale Red Bull X Alps, la regina dell’hike & fly, volo ed escursionismo lungo le Alpi fino al Principato di Monaco. Prologo il 13 per assegnare il secondo night pass, vale a dire il permesso di camminare durante la notte quando è di norma la sosta. Di uno ne hanno diritto tutti i 32 piloti tra cui 2 donne provenienti da 20 paesi.
Il percorso di ben 1.138 km attraversa Austria, Germania, Italia, Svizzera, Francia e Monaco. 14 i punti di aggiramento obbligatori, detti “turn point” o “boe”, alcuni da passare a piedi, altri in volo entro un raggio stabilito.
Il tricolore sarà portato in volo da Aaron Durogati e Tobias Grossrubatscher, piloti trentini, ma l’uomo da battere sarà l’eterno Christian Maurer, pilota elvetico che di X-Alps ne ha già vinte cinque. L’ultima volta arrivò a tuffarsi nel Mediterraneo in 10 giorni e 23 ore.

Per saperne di più:

www.fivl.it

 

 

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Agorà Turismo - on line magazine 
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bergamo – I
N° 02 del 01 febbraio 1990

Direttore responsabile:
Giuseppe Venuti

Direttore editoriale:
Monica Piana

In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Caterina Emma Colacello, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi,  Silvana Carminati, Rossella Barbetti.

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FOCOPI, associazione culturale dal 1994,
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